5th Conference Report

 
REPORT 5° CONFERENZA YPFDJ | Print |  E-mail
Written by Eden Kidane   
Monday, 18 May 2009 02:18

Questa conferenza per me è stata una delle esperienza più belle e ricche della mia

“giovane” vita.Molto più di una vacanza ad Asmara, e molto più di un semplice ritrovo con i tuoi

compaesani, come potrebbe essere una festa o un concerto.

La conferenza Ypfdj è molto, molto di più…oserei dire quasi troppo.

E’ la prima volta che vi partecipo e credo che non rinuncerei mai più a parteciparvi.

Per me è l’inizio di un grande viaggio.

Lavoro:

Il lavoro era tanto. Nonostante i molti sforzi impiegati nel far sì che il lavoro e i compiti

fossero ben suddivisi, ho dovuto accettare la realtà: eravamo in pochissimi a lavorare.

Posso dire che di 108 partecipanti “italiani”, i lavoratori si potessero contare su due mani

(meno di 1/10).

Io mi sono impegnata al meglio. E’ stato stancante, ma la soddisfazione nel vedere le

persone contente rilassate, che si godevano al meglio la conferenza, perché a tutto il resto

ci avremmo pensato noi, era troppo gratificante.

Spesso mi sono ritrovata a risolvere piccoli “grandi” problemi dei singoli partecipanti.

Alcuni ormai mi avevano soprannominata “the solving problem”. Questo mio “ruolo” mi ha

aiutato a mantenere sempre di più l’autocontrollo (che è già vivo in me), e nello stesso

momento mi ha aiutato a conoscere delle persone fantastiche (altre un po’ meno), con le

quali sono riuscita ad avere uno scambio di idee, opinioni e punti di vista che andavano al

di là del “problema” stesso.

Credo che un nostro grande merito sia stato anche quello di non far vivere al resto dei

partecipanti i nostri problemi organizzativi, le nostre ansie e i nostri disagi, nell’affrontare

un evento che non ci saremmo mai aspettati potesse andare così bene.

B/Yemane:

Non saprei da dove cominciare.

Grande oratore, dire quasi il gigante dell’arte oratoria. E’ uno dei migliori, se non il migliore

che io abbia mai ascoltato, tra professori universitari, politici, presentatori ecc.

Ma la sua più grande capacità, credo sia quella di riuscire a captare dal suo pubblico, la

stanchezza, l’entusiasmo, le insicurezze. Tutto ciò lo fa suo e poi lo riutilizza al momento

giusto, rianimando e stravolgendo il suo pubblico con “colpi di scena” inaspettati.

Ho notato, come altri, le non risposte ad alcune domande. Al principio ci rimasi un po’

male, poi però ragionandoci su ho provato ad immaginarmi nella sua situazione, o nella

situazione di una qualsiasi personalità di rilievo nell’Eritrea di oggi. Ci sono tante cose che

noi adesso non possiamo sapere: noi siamo il popolo e dovremmo fidarci di chi ci guida.

Potremmo pensare all’esempio italiano: c’è un solo cittadino italiano che sa come mai fu

ucciso Aldo Moro, oppure il perché Berlusconi e Andreotti non sono finiti in carcere,

oppure perché la mafia continua e continuerà ad esistere indisturbata? Non c’è. Anche

perché le mezze risposte di un qualsiasi cittadino a queste domande, creano solo false

speranze e false informazioni.

Sono giunta alla conclusione che le non risposte di B/Yemane siano semplicemente il

modo più gentile di far capire che alcune verità “scomode” per un paese giovane come

l’Eritrea, verranno fuori al momento giusto: quando saremo in pace con il mondo e con noi

stessi.

Ero d’accordo con il pensiero di Rishan quando nel nostro summit nazionale spiegava a

B/Yemane della nostra esigenza di chiarezza, limpidezza e purezza specialmente nelle

informazioni, per far si che il nostro amor di patria cresca sempre di più e non venga

smorzato da malumori generali. Ma siamo sicuri che questa verità assoluta, questa

chiarezza e limpidezza che chiediamo sia giusta adesso? Siamo pronti ad affrontare verità

scomode? Siamo pronti ad accettarle e farle nostre? Siamo pronti a difendere il nostro

paese da attacchi che queste verità porterebbero? Siamo pronti a condividere scelte

politiche, economiche e sociali che non possiamo capire fino in fondo (noi nati in

occidente)? Credo di no. Siamo giovani. Siamo cresciuti in realtà diverse. Siamo diversi

per esperienze, ma siamo maledettamente uguali per una cosa: l’amor di patria. Solo

rafforzando questo aspetto del nostra coscienza, saremo pronti ad affrontare tutte le verità

che ci spettano di diritto.

Dobbiamo rafforzarlo ancora, ancora e ancora. Conferenza dopo conferenza.

Quello al quale abbiamo assistito in conferenza non è indottrinamento, è scambio.

Molti tentavano di scoraggiarmi prima della mia partenza, parlandomi di “lavaggio del

cervello”, ma sono felice di confermare la mia tesi della scambio di opinioni.

Non sono riuscita ad ascoltare tutti i suoi insegnamenti dato il mio impegno nel lavoro, ma

di quelli che sono riuscita a seguire, mi rimane un ricordo indelebile.

Spero che con il passare degli anni e delle conferenza, non debba mai ricredermi su

B/Yemane.

Workshop:

Fantastico esperimento.

Ero la coordinatrice del gruppo Ashrom. Dopo i tentennamenti iniziali per la timidezza di

ciascuno di noi, i ragazzi si sono lasciati andare ed ognuno esprimeva la propria opinione.

Spesso siamo usciti dalle sette domande previste, perché quelle stesse domande erano

inevitabilmente collegate con temi vivi e scottanti nella nostra realtà (come costruire un

legame forte con i ragazzi arrivati dalla Libia, come legarci indissolubilmente con i nostri

coetanei in patria, come risolvere i nostri problemi organizzativi e costruire un movimento

stravolgente). Credo che le domande (strettamente collegate con il Booklet) fossero un po’

ripetitive. Ciascuna di loro, nel momento in cui veniva affrontata, rispondeva a tutte le altre.

Anche il Booklet, molto utile per chi come me ha avuto solo ora un primo approccio con il

movimento, con una lettura più attenta (nel correggere la traduzione), si può accorgere

delle varie ripetizioni.

Il lavoro svolto con il workshop è stato gratificante per me coordinatrice, perché mi sono

accorta di avere delle capacità che non pensavo di avere: mediare lo scambio, spronare i

timidi, insegnare ad altri qualcosa che non sapevano, come del resto altri hanno fatto con

me.

Sarebbe molto bello se organizzassimo dei workshop nazionali per prepararci alla

prossima conferenza. Potremmo preparare una relazione finale per ogni paese da inviare

una settimana prima a B/Yemane, e costruire i vari seminari sulla discussione dei risultati

dei vari workshop. I temi potrebbero esserci assegnati da Asmara. Sarebbe bello capire

cosa vorrebbero “tirarci fuori”, come vorrebbero arricchirsi sulla nostra esperienza.

Invece di presentare le singole presentazioni dei paesi, sarebbe utile presentare i singoli

workshop.

Alcuni hanno sofferto la ripetitività degli argomenti affrontati e delle domande. E’ stato un

peccato non poter mettere in atto la divisione Nakfa, Denden sin dal principio (e non solo

per i workshop): i Nakfa si sono comunque arricchiti, ma i Denden avrebbero preferito dei

seminari ad hoc.

CC Europeo:

Credo che questo comitato centrale sia stato un grande sperimentazione.

Avendo vissuto l’organizzazione della conferenza, con la sua grande partecipazione, non

riesco ad immaginarmi un organizzazione diversa.

Come abbiamo potuto constatare nel video su Bologna, un comitato centrale è

fondamentale per la “perfetta” organizzazione di un evento del genere dove le singole

esigenze prevalgono sulla comune volontà di unità.

Non mi è piaciuto il fatto che alcuni dei membri del CC si dimenticassero della collettività,

per far prevalere esigenze del singolo paese.

Probabilmente sono io che non ne ho ancora capito bene il ruolo…

E’ richiesto un singolo membro per ogni paese, per far si che vengano rispettate tutte le

esigenze, oppure una volta che sei dentro il CC si annullano tutte le singole pretese

diventando semplicemente un membro europeo?

Brevi considerazioni:

- Il personale della struttura alberghiera è stata semplicemente fantastica.

- Il nostro presidente non si è rivelato tale.

- Le serate sono state molto divertenti e ricreative (per fortuna non è successo nulla).

- B/Sultan è troppo dolce e carino.

- B/Sophia è tostissima.

- Dobbiamo fare molti progressi con il time management.

- Sono rimasta un po’ delusa dalla presentazione dell’Italia.

- Tedros e Sirak sono delle persone fantastiche. Dei veri leaders!!!!!

- Un ringraziamento particolare a Yodit.

In attesa di rincontrarci l’anno prossimo, vi auguro a tutti buon lavoro.

Selamn bilzigan’n n eritra hagerna.

Zelalemawi zekri n’sematatna.

Awet n’haffash!

Eden Kidane (Ypfdj-Milano-Italy)